FRANCIA: Le vendite di Champagne tra crisi del 2009 e ripresa del 2010

Nel 2008-2009 le aziende della Champagne che hanno più sofferto la crisi sono state le imprese fortemente orientate all’export e al mercato delle cuvées di prestigio (segmento dei vini di lusso). Si tratta essenzialmente di grandi négociants come il gruppo LVMH che ha subito una contrazione delle vendite del -16% in volume nel corso del 2009, e come la grande cooperativa Nicolas Feuillatte che ha visto le vendite diminuire del -17% in volume nel corso dello stesso anno.
La diminuzione delle cifre d’affari sono state addirittura spesso superiori a quelle in volume, in ragione dei prezzi a cui si attestavano le grandi cuvées (da 100 a 300 euro circa a bottiglia) talvolta raddoppiati o triplicati nel corso degli ultimi anni. Allo stesso tempo, una cooperativa di dimensioni ridotte quale Mailly Grand Cru (500mila bottiglie prodotte) rileva una perdita di fatturato limitata al -7% nel 2009; questo si spiega con il posizionamento prezzo che in questa azienda non supera mai le 70 euro a bottiglia, neanche per i vini più prestigiosi, mentre i vini entry level sono venduti a meno di 30 euro. Riguardo invece ai vignerons-independants che imbottigliano (cosiddetti récoltants-manipulants), che rappresentano circa il 25% delle vendite di Champagne ma realizzano oltre il 90% delle proprie vendite sul mercato interno francese, la crisi è stata per questi molto meno dolorosa nel corso del 2009, con dati che registrano una diminuzione di vendite in volume di appena il -5%.
Per il 2010 i dati sembrano essere differenti, dato che il négoce ha visto le proprie vendite aumentare del 30% in volume nei primi cinque mesi dell’anno; questa ripresa sembra essere presente sia sul mercato francese (+18%) che in Europa (+25%) e nei paesi terzi, mentre i produttori récoltants-manipulants indipendenti hanno visto una diminuzione di vendite del -4% con una particolare accentuazione di tendenza sul mercato francese (-5,5% nei primi cinque mesi del 2010).
Il motivo di questa ripresa è la diminuzione del prezzo dei vini entry level, segmento su cui sono particolarmente forti i piccoli produttori indipendenti i quali hanno un prezzo medio non inferiore a circa 14 euro mentre le grandi maisons di Champagne sono riuscite a scendere ad un prezzo medio di 10 euro per il proprio vino base che evidentemente sottrae mercato ai récoltants-manipulants.

FONTE: Vitisphere

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